Pace fiscale 2019: le istruzioni dell'Agenzia Entrate

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L’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato una circolare con nuovi chiarimenti sulla definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dal decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119. Attraverso l'operazione della pace fiscale 2019 è possibile chiudere le vertenze fiscali pendenti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) attraverso il pagamento di determinati importi correlati al valore della controversia. 

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La Circolare n. 6 del 1 aprile 2019, pubblicata dall'Agenzia delle Entrate, spiega quali atti sono oggetto delle liti pendenti ai fini della definizione agevolata, come si determinano il valore della controversia, gli importi dovuti e le percentuali nei casi di soccombenza parziale.

Campo di applicazione della pace fiscale 2019

Nel documento viene spiegato che, come indicato nell'art. 6 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, la definizione agevolata è ammessa esclusivamente per le controversie pendenti “aventi ad oggetto atti impositivi”, ovvero:

  • avvisi di accertamento;
  • provvedimenti di irrogazione di sanzioni;
  • atti di recupero di crediti d’imposta indebitamente utilizzati e ogni altro atto di imposizione che
    rechi una pretesa tributaria quantificata.

Si tratta, quindi, di controversie tributarie "in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado di giudizio", compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio,  nelle quali "il ricorso in primo grado è stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore", ovvero entro il 24 ottobre 2018", e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva.

Come funziona la definizione agevolata delle liti

I contribuenti interessati, entro il 31 maggio 2019, devono inoltrare telematicamente la domanda all'Ufficio dell’Agenzia delle Entrate parte in giudizio e pagare l’intero importo agevolato.

Tuttavia, in caso di importi dovuti superiori 1.000 euro è ammesso il pagamento rateale per un massimo 20 rate trimestrali, con applicazione di interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento.

Per scaricare il modulo della domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, cliccate qui.

L’importo da versare è pari al 100% del valore della controversia nel caso in cui l’Agenzia delle entrate risulti vincitrice nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata alla data del 24 ottobre 2018; oppure il contribuente abbia notificato il ricorso, alla stessa data, all'Agenzia delle entrate, ma a tale data non sia ancora costituito in giudizio tramite il deposito o la trasmissione del ricorso stesso alla segreteria della Commissione tributaria provinciale. È pari, invece, al 90% in caso di ricorso pendente in primo grado e depositato o trasmesso alla CTP alla data del 24 ottobre.

Sono previsti anche pagamenti ridotti pari al 40% e 15% del valore della controversia in caso, rispettivamente, di soccombenza dell’Agenzia in primo e secondo grado di giudizio. La circolare analizza, inoltre, altre percentuali relative ai casi di soccombenza parziale.

Per approfondire, vi consigliamo la lettura del testo integrale della Circolare n. 6 dell'Agenzia delle Entrate.

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Autore: Redazione

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